Collana Antinoo
Formato 12x16,8 - Brossura
240 pagine
14,80 €
ISBN-13: 978-88-6075-003-7
Traduzione di Manuela Raccanello
Izo è un essere strano.
Alto e magro, capotto nero e bombetta, sembra appena uscito da un quadro di Magritte. Senza passato, dunque senza memoria, senza linguaggio ma di una intelligenza superiore, senza preconcetti e dunque aperto a tutte le esperienze, Izo diventa poliglotta, filosofo, ecologista…, prova tutte le religioni, tutte le ideologie, scopre il mondo.
Questo mondo è la Parigi dei nostri giorni, di cui, per la nostra grande gioia, Izo entomologo osserva i macchinari e le manie, i colori e le bizzarrie, gli snobismi e le follie.
Attraverso questo racconto moderno, graziosamente burlesco e tenero, Pascal de Duve ci rinvia come da uno specchio una immagine buffa, spesso assurda, della nostra esistenza.
Di Izo, Pascal de Duve diceva: “È come l’ultimo vangelo possibile, quello che racconta che la vita è un mistero, uno splendido poema senza parole.”
“Fuori cominciavano a venir giù grosse gocce tiepide. Al di sopra dei neon di rue Saint-Denis il cielo scuro, quasi materiale, tuonava cupo. Fulmini e saette! singhiozzai ridendo. Izo mi manda un temporale, pensai come se potesse offrirmi, per consolarmi, il fenomeno atmosferico che preferivo. Izo, alla rovescia, dava Zo-i, Zoe, la Vita. Alla pioggia, diventata fitta, obliqua, sonora, si mescolarono sul mio volto, che cercava di sorridere, lacrime salate, calde, di quelle che scendono all’improvviso lungo le guance, facendo il solletico."
- Pascal De Duve - (Izo)
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27 febbraio 2007 - Daniele Cenci
"Izo". Recensione di Daniele Cenci, edita originariamente in Aut, n.85, dicembre 2006, p. 30.
...il libro, scrigno sapienziale intessuto della stessa materia dei sogni, è il frutto saporoso dell'irrefrenabile fantasia d'un fanciullo, scomparso prematuramente come il dio in miniatura di questa 'cosmicomica' senza tempo...
Così, ci viene d'istinto pensare, Pascal de Duve ha maneggiato una materia incandescente agli antipodi rispetto all'Eco de "La misteriosa fiamma della regina Loana". Il semiologo recupera la memoria dell'infanzia attraverso l'elencazione di fantasmi colorati (spesso le copertine dei libri, i risvolti, ma anche proustianamente le madeleines del sentire), lo scrittore francese salta, se vogliamo, l'aspetto tattile della rimembranza. Affila le armi della partecipazione diretta, nella condivisione di azioni e movimenti che appartengono di diritto anche all'infanzia.